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PERSONAGGI, TRADIZIONI, CURIOSITA',CULTURA,STORIA ( in costruzione)

IL BALLO DEI  GIGANTI

I Giganti sono una antica tradizione di molti paesi della Calabria, soprattutto dell’area del Poro (V.V.). 
Sono due alti fantocci, Mata e Grifone i loro nomi, col viso di cartapesta e con abiti sgargianti, posti sulle spalle dei danzatori.
I due Giganti ballano, si baciano e si corteggiano al ritmo dei tamburi.
Il ballo dei Giganti rappresenta la cacciata dei Saraceni dall’Italia Meridionale. Riguardo la loro origine ci sono due versioni.
La prima narra di un Re Turco (Grifone), il quale durante le scorribande sulle coste della Calabria  si innamora e rapisce una bellissima ragazza calabrese dal nome “Mata”.
La seconda , forse la più verosimile,  narra che le popolazioni calabre  utilizzavano questi giganti per  scongiurare le invasioni Saracene. Si racconta  infatti che i Saraceni,  man mano che si avvicinavano alle coste della Calabria con le loro navi, vedendo questi enormi  Giganti muoversi al suono dei tamburi, ritornarono indietro per la paura.
Oggi i Giganti sono commissionati dai comitati delle varie feste religiose e popolari, per sfilare e ballare per le strade dei paesi al suono dei tamburi, allietando e spaventando  grandi e
bambini.   

IL BALLO DEL “CAMEJUZZU I FOCU”

Il  “Camejuzzo i focu”  è una tradizione popolare di alcune località del Monte Poro (V.V.). “U camejuzzu” è una intelaiatura che rappresenta  un immaginario cammello costruito con canne bucate, all’interno delle quali si mette della polvere pirica  intervallata con piccole bombe.
Questo cammello viene caricato sulle spalle di un uomo, si accende la miccia iniziale ed il danzatore incomincia  a ballare al ritmo della tarantella. Durante la danza, la polvere accesa espande intorno dei fuochi, alternati a botti e spari, fin quando non si esaurisce la carica di polvere pirica.
Anche il ballo del Camejuzzo, al pari di quello dei Giganti, simboleggia la cacciata dei Saraceni dalle coste calabresi. Intorno all’anno mille, i  pirati Saraceni approdavano con le loro navi e con i loro cammelli sulle coste calabresi, rapinando e saccheggiando le popolazioni del posto fin quando non furono definitivamente scacciati e le loro navi bruciate.                                                    
Il ballo del  “Camejuzzo i focu”  viene eseguito alla fine della serate di festa ed è uno spettacolo che attrae molto l’attenzione dei turisti…
“Il danzatore deve essere una persona molto abile, coraggiosa e forte. Egli deve avere la resistenza per ballare la tarantella per circa mezz’ora, trasportando sulle spalle un peso di circa 15 chilogrammi.
Nei momenti in cui si incendia tutta la polvere pirica si sprigiona un fortissimo calore, il danzatore è soggetto a botti che esplodono a 20/30 cm dalle sue orecchie,  e nonostante la protezione dei vestiti, sono molto frequenti le bruciature alle mani e alle braccia.
Egli non deve assolutamente lasciare cadere il Camejuzzo, perché i fuochi d’artificio invece di salire verso l’alto, si dirigerebbero ad altezza uomo e potrebbero seriamente ferire qualche spettatore.” (Michele Pontoriero Cicinneja”, danzatore etnico di Spilinga, intervistato da Diego Carpitella, dell’Università La Sapienza di Roma, 1987).

 

 

 

 

IL BRIGANTAGGIO

Il brigantaggio fu un fenomeno rilevante soprattutto nel meridione d’Italia. Ebbe inizio sin dalla fine del settecento, ma esplose terribilmente nella seconda metà dell’ottocento. (1861-1865).
I briganti erano soprattutto sottufficiali e soldati del dissolto esercito Borbonico, giovani contadini che si rifugiavano per sfuggire alla leva militare, ex galeotti che erano stati liberati o erano evasi con l’avvento dei garibaldini I briganti erano anche operai, contadini, lavoratori che si ribellavano alle prepotenze e alle ingiustizie sociali.
Le cause del brigantaggio furono principalmente tre:
1) dopo la cacciata dei Borboni i contadini pensavano che potessero essere  restituiti loro i terreni ;
2) l’introduzione della leva militare obbligatoria ;
3) le tasse sempre più pesanti sui beni di prima necessità (pane, pasta, frutta ), sempre più insopportabili e che avevano ridotto il popolo alla fame e alla miseria.
Per combattere questa difficile situazione, i briganti rapinavano le terre dei signori, incendiavano gli uffici delle tasse e della leva militare .

Il governo dell’Italia Unita intraprese una vera e propria guerra per sconfiggere il fenomeno del brigantaggio. Nel 1865 inviò infatti 120.000 soldati nelle zone occupate dalle bande di briganti, uccidendo circa 5.000 briganti e portando alla definitiva sconfitta del brigantaggio.

Il fenomeno del Brigantaggio assunse una tale proporzione che anche nella prima metà del 900’ fu utilizzato il termine “Brigante” per identificare Giuseppe Musolino (1875-1956).

LA LINGUA GRECANICA

A partire dall’VIII secolo a.C. ondate di Greci, dopo aver consultato lìoracolo di Delfi, partirono dalla loro patria alla ricerca di più prosperi territori, e si stabilirono nell’estremo meridione d’Italia, portando qui i loro usi, costumi, tradizioni, la loro lingua, la loro cultura, la loro civiltà.
La loro civiltà feconda potè perpetuarsi in maniera fiorente e pacifica fino all’avvento dell’era romana. Ma anche sotto Roma la tradizione culturale magno greca continuò a vivere. Certamente la latinità inflisse durissimi colpi alla grecità che ha cominciato a perdere il proprio alfabeto; il greco stesso veniva scritto con l’alfabeto latino.
Nel Vi secolo d. C. iniziò l’eta bizantina che durò fino all’anno 1000 plasmando e permeando di di sé il già fertile terreno magno greco quivi esistente.
Dopo la sconfitta bizantina ad opera deo Normanni la grecità calabrese continuò a sopravvivere, ma fu costretta in confini ancora più angusti.
Dopo i Normanni arrivarono gli Svevi e poi gli Angioini e le lingue subirono una grande mescolanza, molto evidente nel basso Medioevo, che vide insieme coesistere parlate latine, greche, francesi, germaniche, arabe, spagnole. Ma il greco, che era anche veicolo di cultura, di scienze e di filosofia, sopravvisse pure stavolta, aiutato dal clero e dal rito religioso greco.
Sopravvivendo alla dissoluzione delle colonia greche della Magna Grecia, e trasformandosi nel tempo in grecanico, tale lingua è giunta fino a noi. Sono varie centinaia di studiosi, italiani e stranieri, interessati allo studio del grecanico che tuttora dibattono sul tema della sua origine e della sua persistenza.
Ancora oggi, a distanza di molti secoli, la lingua grecanica , detta anche “grico antico” , è parlata in alcune aree della Salento e in alcune cittadine nella   parte Jonica della Calabria (Bova, Condofuri, Gallicianò, Roccaforte del Greco, Roghudi).   Ne è testimonianza il brano che si può ascolare dal video sottostante. E’ una serenata d’amore in grico antico che fa parte della tradizione popolare orale della Calabria. Il titolo è  ELA ELA MU CONDA’  e significa “Vieni, vieni qui vicino a me”.

 

 

                                                       

 

1° FESTIVAL INTERNAZIONALE  DELLA LYRA DEL MEDITERRANEO

Il 22 Agosto 2010 ha avuto luogo a Spilinga (VV) il 1° FESTIVAL INTERNAZIONALE  DELLA LYRA DEL MEDITERRANEO, un importante manifestazione  culturale-musicale  promossa dall’Associazione “LiraBattente”, dal Comune di Spilinga e dall’Assessorato Alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia.
Al Festival Musicale hanno preso parte musicisti e gruppi musicali dell’area del Mediterraneo, dove ancora oggi si suona la “Lyra”, un antico strumento musicale introdotto intorno all’anno mille dall’Impero Bizantino in tutti i principali paesi del Mediterraneo, dove ancora oggi si suona, sia pure con varianti e repertori diversi:
- in Grecia ( dove ha assunto il nome di Lyra);
- in Spagna (dove ha assunto il nome di Rabel );
- in Turchia (dove ha assunto il nome di Kemence);
- in Bulgaria (dove ha assunto il nome di Gadulka)
- in Croazia ( dove ha assunto il nome di Lijerica)
- in Calabria (dove ha assunto il nome di Lira Calabrese).

La manifestazione è iniziata alle ore 19:00  con un Convegno cui hanno partecipato:

  1. Dott. Franco Barbalace (Sindaco di Spilinga) ;
  2. Avvocato Michele Mirabello, Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia;  
  3. il giornalista ed antropologo Prof. Pino Cinquegrana che ha relazionato sulle “Origini della Lyra del Mediterraneo”;
  4. il musicista, ricercatore componente dell’Arpa Dott. Danilo Gatto che ha tenuto una relazione sulla “Lyra in Calabria”;
  5. il Prof. Damiano Pietropaolo, Docente Cinema,Teatro e Tradizioni Popolari all’Università di Toronto in Canada.

Alle 20:00  è stata inaugurata la Mostra di diversi modelli di Lyra della Grecia e della Calabria con esposizione dei maestri liutai:

  1. Ettore Santoro(Catanzaro);
  2. Giuseppe Lucà (Gioiosa Jonica);
  3. Michele Pontoriero (Spilinga);
  4. Pasquale Lorenzo (Parghelia).

Alle 20:30 sono stati aperti gli stands gastronomici dove i numerosi turisti presenti hanno potuto gustare le gustose pietanze locali.

Alle 21:30 sono iniziati i concerti musicali con:

  1. i Methorios, gruppo di musica popolare del Nord della Grecia, che hanno suonato diversi strumenti, tra i quali ovviamente la lyra greca;
  2. Il Maestro Ciccio Nucera,di Gallicianò, insegnante di organetto e tarantella in diverse scuola della Calabria;
  3. Federica Santoro, in arte “Fedelira” (16 anni),di Catanzaro, una delle più brave e giovani suonatrici di lira calabrese;
  4. Maestro Domenico Macrì, di Siderno, docente di lira calabrese in diverse scuole della calabria;
  5. Marisa Buffone, (Toronto, Canada), ricercatrice e cantante di musica popolare internazionale, che vanta diverse esperienze con musicisti di livello internazionale tra i quali Eugenio Bennato, Francesco Loccisano, Cataldo Perri, Tony Esposito ecc.
  6. I “LiraBattente”, Gruppo di Musica Popolare Calabrese che promuove la musica tradizionale con particolare attenzione al recupero del repertorio della lira del Monte Poro (VV).

Lo spettacolo è durato fino alle ore 01:00 e si è concluso con  il tradizionale ballo del "Camejuzzu i focu".

OBIETTIVI
Gli obiettivi principali del Festival sono:

1. dimostrare che, sia pure con alcune differenze, gli strumenti di musica popolare usati in alcuni paesi del Mediterraeo e cioè Lyra (Grecia), Rabel
( Spagna), Lijerica (Croazia) Kemence (Turchia), Gadulka (Bulgaria), Lira Calabrese (Area Locride e del Monte Poro) sono tutti discendenti di un unico ed antico strumento portato dalla civiltà Bizantina.

2. diffondere la conoscenza, l’uso ed il repertorio di questo antico strumento musicale.

3. favorire gli scambi culturali-musicali tra diversi popoli dell’area del Mediterraeo.

4. promuovere e valorizzare la zona del Monte Poro, unica assieme all’area Locride della Calabria, dove un tempo si suonava la Lira calabrese..

5. ridare alla Piana del Monte Poro e alla Calabria tutta quel ruolo e prestigio che ha avuto nel corso dei secoli, e cioè, fulcro centrale della cultura e della civiltà del Mediterraneo.

Il gruppo di progetto diretto da Franco Pontoriero, ideatore del Festival e Presidente dell’Associazione Culturale-Musicale “LiraBattente”, dal Sindaco di Spilinga Dott. Franco Barbalace, e dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia Avv. Michele Mirabello, sta già lavorando alla Seconda Edizione del Festival Internazionale della Lyra del Mediterraneo che avrà luogo sempre a Spilinga l’11 Agosto 2011.
festival lyra



 

LA TARANTELLA

La Tarantella è la danza tipica del Sud Italia.Esistono diversi tipi e modi di ballare la Tarantella in base alla località geografica.

 Le Tarantelle del PORO (V.V.)

Nella Piana del Poro si distinguono 3 principali tipi di Tarantella:

1) TARANTELLA A MASTRO DA BALLO. E' un tipo di tarantella ancora in uso nel Reggino, ma che un tempo si usava anche nel Poro. In pratica c'č una persona (quasi sempre il capo della zona, o il pių malandrino di coloro che stanno ballando) che gestisce la tarantella e invita chi deve ballare e per quanto tempo. E' una danza tipica degli uomini, e nel ballare si simboleggia l'uso del coltello con le mani cercando di colpire l'altro ballerino.

2) TARANTELLA DI GUARIGIONE. Si balla fino a sudare il veleno iniettato nel corpo di una persona dal morso di una tarantola.Durante i lavori nei campi le donne del Poro che indossavano la gonna e senza calze, spesso venivano morse da un piccolo ragno, chiamato tarantola. E' questa un tipo di danza terapeutica. Paradossalmente dopo una dura giornata di lavoro i contadini del Poro si riunivano la sera per ballare e scrollarsi di dosso la stanchezza, per risollevare il morale e trovare le energie per il giorno successivo.

3) TARANTELLA DI CORTEGGIAMENTO. Danza riservata a uomini e donne, durante la quale si conoscono nuove persone, si socializza e magari si corteggia o si dichiara al proprio amato. Se la ragazza accetta di ballare, si pavoneggia e si destreggia, allora vuol dire che gradisce la presenza dell'altro ballerino.Questo tipo di ballo veniva eseguita durante le feste popolari, patronali ed anche dopo la fine della mietitura e trebbiatura del grano.

 

 

(1861-2011) FESTEGGIAMENTI 150° ANNIVERSARIO UNITA' D'ITALIA

CONCERTI-LEZIONE

In occasione dei festeggiamenti previsti nel 2011 per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, l’Associazione Culturale-Musicale “LiraBattente” presenta il seguente progetto:

VIAGGIO NELLA STORIA
ATTRAVERSO LA TESTIMONIANZA
DI CANTI POPOLARI
ED ILLUSTRAZIONI.

Il presente progetto prevede dei concerti-lezione da tenersi in tutte le Scuole, Enti, Comuni ecc. che ne facciano richiesta.

Non si può vivere bene il presente, né programmare il futuro senza conoscere il nostro passato, cioè la nostra storia .

La storia è una delle poche discipline che si studia in ogni scuola di ordine e grado fin dalle Elementari. Non sempre, però, questa materia risulta gradita ai nostri alunni, i quali si devono spesso misurare con lunghi elenchi di nomi, luoghi e date da ricordare .

Obiettivo .
L’obiettivo di questo progetto, quindi, è quello di presentare la storia sotto un aspetto nuovo,divertente e coinvolgente. Si tratta cioè di un’ora e mezza circa di breve esposizione dei fatti salienti della storia D’Italia, a partire dal periodo della Magna Grecia per finire ai giorni nostri, attraverso la testimonianza di canti popolari curati dal gruppo di Musica Popolare i  “LiraBattente” e di illustrazioni preparati da alunni dell’Istituto D’Arte di Vibo Valentia.

Come si svolge il concerto-lezione ?
Uno speaker introdurrà brevemente ogni periodo storico (dalla Magna Grecia ai giorni nostri),  seguiranno la visione di una illustrazione e l’ascolto di un brano musicale inerenti l’argomento trattato. 

Perchè le illustrazioni ?
Secondo i pedagogisti l’immagine ha una notevole importanza nel processo di apprendimento.

Essa, infatti, contribuisce a stimolare l’attenzione dell’alunno, a facilitare  la comprensione del significato degli argomenti trattati e rinforzarne la memoria nel tempo. Infatti, mentre il messaggio scritto fa uso di molte astrazioni e metafore, il messaggio visivo è in grado di comunicare in modo rapido e diretto.
Le illustrazioni del presente progetto sono dei dipinti 70cm x 100cm, ciascuno dei quali rappresenta il fatto principale del periodo storico trattato. Ad esempio la storia del brigantaggio è illustrata attraverso un dipinto raffigurante un gruppo di briganti catturati e arrestati dall’esercito piemontese nel 1865. La storia di altri personaggi quali Giuseppe Musolino, Salvatore Giuliano, La Baronessa di Carini viene invece illustrata con 6 immagini raffiguranti le vicende principali per ciascun argomento, proprio come un tempo facevano i cantastorie Siciliani .

Perché la musica popolare ?
La musica popolare esprime le sofferenze, le gioie, le lotte e le celebrazioni del popolo. Sebbene il canto popolare sia  prodotto ed eseguito dal singolo musicista, esso sottintende sempre il  popolo e quindi la massa. Le canzoni popolari hanno un notevole valore didattico in quanto esprimono essenzialmente i problemi della grande massa popolare, siano essi canti di lavoro, di guerra, di protesta, canti sociali  ecc. Attraverso la ricerca e l’analisi dei testi dei vari canti ci accorgiamo che è possibile fare delle considerazioni storico-sociali e cioè si possono conoscere meglio le condizioni dei cittadini di tanto tempo fa, le loro lotte contro i proprietari terrieri, usi, costumi e sentimenti di un tempo .

 

 

PROGRAMMA

 

ARGOMENTI DI STORIA          

BRANI MUSICALI                   

ILLUSTRAZIONI

1)Magna Grecia (VIII sec.a.c.)        

Ela ela mu condà

Teatro Taormina ;Capo Colonna;
Tempio a Poseidone.    

2) I Saraceni (X sec.)                        

Il riscatto della bella      

Invasione dei Saraceni

3) Medioevo (XIII sec.)                    

La storia del flauto          

La giostra.

4)Turchi (XVI sec.)                         

Donna Candia                 

6 immagini cantastorie

5) Gli Albanesi (XVI sec.)                

Nje serenate per tje        

Sbarco degli Albanesi

6) Baronessa di Carini (XVI sec.)    

La Baronessa di Carini   

6 immagini cantastorie.

7) La spedizione dei Mille ( 1860)   

Eu vitti a Garibaldi

Lo sbarco dei mille;
L’incontro a Teano.

8) Il l brigantaggio (1860-65)            

Simu Briganti

I Briganti sull’Apromonte.

9) I Briganti

Liberi e senza patruni

I Briganti

10) L’emigrazione del 1880                

Calabria mia               

Imbarco con la nave per l’America.

11) La storia di Musolino(XX sec.)   

Lu Briganti Musulinu

6 immagini cantastorie

12) La storia di Giuliano (1950)          

Salvatore Giuliano

6 immagini cantastorie.

13) I partigiani (1944)                         

Oh bella ciao                  

I Partigiani sulle Alpi.

14) Inno di Mameli (1847-1946)        

Inno di Mameli               

Testo Karaoke.

 

 

Durata 90 minuti circa .

Responsabile del progetto:
Prof. Franco Pontoriero
Presidente dell’Associazione Culturale-Musicale “LiraBattente”,
Via C. Colombo snc (Palazzo Macrì)
89900 Vibo Valentia (VV)
Tel. 0963/65240   cell.333/6748484
francoponto@libero.it

   

 

 

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